Categoria: Senza categoria

  • IL FEMMINICIDIO NON ESISTE!!

    Dichiarazione choc del Generale Vannacci che fa parlare in questi giorni.

    Facciamo chiarezza e andiamo oltre ciò che TV e giornali ci propinano.

    Il Femminicidio è un mero fenomeno sociale decisamente limitato nel numero dei casi verificabili che, per fortuna, riguarda circa lo 0,00004 % della popolazione italiana (25/30 casi su 65 milioni di persone e 700 mila morti l’anno).

    Ciò che è stato detto è che, da un punto di vista squisitamente giuridico e avendo riguardo all’impianto delle norme penali esistenti, è inutile il reato di femminicidio che NON dovrebbe esistere come fattispecie autonoma perché genera disparità di trattamento e – soprattutto – è inutile doppione di ciò che esiste già.

    Chi abbia ucciso una donna con crudeltà, nell’ambito di relazioni sentimentali/familiari, premeditando l’azione è punito con l’ergastolo semplicemente seguendo le regole esistenti da sempre sull’OMICIDIO. Non serviva un nuovo reato che ha un nome diverso ma conserva le stesse pene e affida al Giudice le medesime valutazioni.

    E ALLORA PERCHE’ QUALCUNO HA VOLUTO QUESTO REATO ?

    Se non c’è una ragione giuridica (non si è introdotto nulla di nuovo) e non c’è una ragione sociale (interessa lo 0,00004 della popolazione), qual è il motivo?

    Il motivo è introdurre valori ideologici all’interno di settori – come quello del diritto – che non devono essere contaminati da ideologia.

    Introducendo il femminicidio nel codice penale, si introduce in esso una visione di parte della vita, una categoria di persone e di privilegi. Oggi le si privilegiano le donne  per privilegiare domani qualcun altro.

    L’opera di manipolazione delle parole e delle idee (il Politically Correct, divenuto Cancel Colture e Woke Colture) approda nel codice penale, ovvero in ciò che non è ideologia  ma è diritto che un Giudice deve applicare! L’ideologia diviene obbligo di legge!

    Questo fenomeno è noto come LAW WAR , JIHAD LEGALE, ovvero, l’utilizzo strategico di querele, azioni legali e ricorsi istituzionali per bloccare o criminalizzare le attività di avversari politici, minoranze e culture da conquistare.

    E visto che la minoranza oggi è rappresentata da noi pochi italiani che crediamo nei valori e nella cultura che han fatto grande la nostra Nazione, oggi si parla già di introdurre il reato di ISLAMOFOBIA. Ma questa è un’altra storia.